lunedì 24 gennaio 2011

Perchè non lo fa lei?

"Sei pronto?"
"In realtà vorrei porle una domanda."
Il comandante rimane perplesso.
"Chiedi pure."
"Perchè non lo fa lei?"

Questo è uno scambio di battute che non è mai avvenuto (fino a prova contraria) tra un capo militare/religioso e una recluta/soldato/povero disgraziato.
Solo nel 2011 questo scambio di battute non ha avuto luogo almeno 12 volte. Una volta ogni due giorni.
Più di 700 feriti. Di cui chissà quanti hanno perso un braccio, addirittura due. Magari una gamba. Magari ridotti in coma. Magari costretti a una vita su una sedia a rotelle.
Quasi 250 morti. Ovvero almeno 250 famiglie e 250 gruppi di amici che si son visti strappare di dosso un figlio, un fratello, una sorella, un nipote, un padre, una madre, una figlia, uno zio, un nonno, una fidanzata, un fidanzato, un amico. Una persona che per loro era straordinaria. Unica.
250 morti vuol dire un morto ogni 140 minuti. Solo nel 2011.
700 feriti vuol dire un ferito ogni tre quarti d'ora scarsi. Solo nel 2011.
Tikrit, Iraq (18.01.11)

Tutto questo nel nome di Dio, oppure per l'indipendenza del proprio paese. Tutto questo nel nome della libertà.
"Un lago di sangue detto libertà" (Meganoidi, Zeta Reticoli - Outside the loop, stupendo sensation. 2003)
Nel mondo, ogni giorno, mentre tu ti stai facendo un caffè, mentre leggi un libro, mentre ti butti in piscina, mentre calci un pallone, mentre ti accendi una sigaretta, ecco, nel mondo, magari in un vecchio magazzino, in un angolo di deserto, su una collina, in mezzo alle macerie, addirittura in un appartamento in centro, cè qualcuno che sta indottrando qualcun altro a togliersi la vita.
E togliersela togliendola ad altre persone.
Perchè è solo così che si può giustificare la propria vita. Questo è lo scopo.
Uccidersi. Uccidere.
Così vuole la tua Gente.
Così vuole il tuo Paese.
Così vuole il tuo Dio.

Perchè vivere quando puoi morire? 
C'è l'immortalità.
C'è il Paradiso.
E tutti gli altri sbagliano. Hanno scelto di sbagliare. Per questo meritano di morire spappolati, dilaniati.

"Signore? Signore? Non ha ancora risposto alla mia domanda."
Il comandante prende tempo.
Nel frattempo.
Il comandante si toglie gli occhiali da sole. La gola secca. Pulisce una delle lenti con uno straccetto sporco. Un leggero colpo di tosse. Butta lo straccetto per terra, il vento lo porta via. Il vecchio inforca gli occhiali sul viso, appoggia una mano sulla spalla della recluta e lo fissa negli occhi. Il giovane vede solo due lenti scure. Per un attimo osserva quel lurido pezzo di stoffa librarsi in aria, leggero. Il comandante stringe la presa. 
"Tu fallo. Io intanto starò qua. Sai, ci sono altri che hanno bisogno di qualcuno che gli insegni ad ammazzarsi. E dai giornali e dalle televisioni vedrò quello che combini. Vedrò come ti guadagni il Paradiso. Io? Te l'ho detto. Io starò qua. Sfortuna vuole che sia così. Mi accenderò una sigaretta, alzerò un calice in tuo onore dopo che ti sarai sventrato in mille pezzi, e proverò invidia, perchè tu sarai bello che morto, non vedrai più nessuno, non potrai crescere, non potrai conoscere nient'altro, non potrai più sentire la voce dei tuoi genitori e dei tuoi amici, e io invece sarò ancora qui, ancora vivo, e potrò parlare e sentire il vento tra i capelli. Tu sì che stai facendo la scelta giusta. Io no, mannaggia. I tuoi cari? Saranno fieri di te. Sì certo, piangeranno. Ma sarai un eroe. Sarai di esempio per il tuo piccolo fratellino, che se ne potrà vantare con i suoi amici. Tuo mamma e tuo papà, tra una lacrima e l'altra, sapranno che tu sei lassù, che li stai proteggendo. In fin dei conti...non è il sogno di ogni genitore quello di sopravvivere alla prole?
E mi raccomando. Assicurati che nel momento in cui schiaccerai quel bottone ci sia più gente più possibile. Non ti limitare. Più ne ammazzi e maggior gloria assumerà il tuo gesto. Loro non meritano di vivere. No. Hanno sbagliato Gente. Hanno sbagliato Paese. Hanno sbagliato Dio.

La tua Gente.
Il tuo Paese.
Il tuo Dio.
Lo vogliono. E tu sei libero di fare quello che vogliono.

E se me lo chiedi un'altra volta ti faccio fucilare."


Perchè vivere quando puoi morire?
C'è l'immortalità.
Che non ti godrai.
C'è il Paradiso.
Un posto di cui nessuno ti ha mai fatto vedere nemmeno una foto.
E tutti gli altri sbagliano. Hanno scelto di sbagliare. Per questo meritano di morire spappolati, dilaniati.
E devi farlo tu. E la morte è meglio della vita. Solo che nessuno di quelli che sono già morti ti potrà mai dire che ha fatto davvero la scelta giusta. Che è meglio la morte della vita.
Già uccidersi mi sembra una soluzione del cazzo.
Uccidere è una soluzione di merda.
Uccidersi e uccidere è una stronzata.
Uccidersi e uccidere per un ideale è la peggiore delle stronzate.
Fare tutto questo perchè te lo dice qualcuno che intanto rimane vivo è una colossale presa per il culo.
Nessun libro promette il Paradiso in cambio della morte propria e altrui.
Anche se fosse, sarebbe certo un libro scritto col culo.
Perchè penso tutto questo?
Perchè mi sembra assurdo non pensarlo.
Che ideale è quello che ti chiede di ammazzare?
Che gente è quella che ti chiede di ammazzare?
Che paese è quello che ti chiede di ammazzare?
Che Dio è quello che ti chiede di ammazzare?
Che cos'è tutto questo, se in cambio ti chiede la tua stessa vita?

4 commenti:

  1. Bellissimo post! Davvero, grande guido

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  2. grazie mille di cuore!
    torna quando vuoi!

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  3. quando si prova ad entrare nella mente di chi (si) uccide per fanatismo o per puro interesse si prova uno sgomento fortissimo. L'unica cosa che ci può consolare è se ci convinciamo di essere in grado di fare qualcosa, anche infinitesima, per fermare l'orrore.

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  4. potrebbe funzionare.
    però sarebbe bello se ogni tanto qualcosa succedesse senza il nostro intervento.

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